Sabrina Harman

Niente fonti!
Questa voce o sezione sugli argomenti criminali statunitensi e militari statunitensi non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.
Abbozzo militari statunitensi
Questa voce sugli argomenti criminali statunitensi e militari statunitensi è solo un abbozzo.
Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.
Sabrina Harman
Sabrina Harman posa sorridente sul cadavere di Manadel al-Jamadi, prigioniero iracheno torturato a morte durante un interrogatorio delle forze statunitensi nel dicembre 2003
NascitaLorton (Virginia) 5 gennaio 1978
Dati militari
Paese servitoBandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
Forza armata United States Army
CorpoMilitary Police Corps
SpecialitàPolizia militare
Unità372nd Military Police Company
RepartoPrigione di Abu Ghraib
GradoSpecialista
GuerreGuerra in Iraq
voci di militari presenti su Wikipedia
Manuale

Sabrina Harman (Lorton, 5 gennaio 1978) è una criminale di guerra ed ex militare statunitense.

Biografia

Ex pizzaiola nel suo paese natale, è stata giudicata colpevole in quanto coinvolta nello scandalo delle torture di Abu Ghraib. La Corte marziale di Fort Hood, Texas, l'ha ritenuta responsabile di sei dei sette capi d'imputazione a suo carico. Sabrina è ritratta in alcune foto in cui posa, fra l'altro, accanto a iracheni nudi costretti a formare uno sull'altro piramidi umane. I giudici hanno anche stabilito che fu lei a collegare i cavi elettrici a un prigioniero incappucciato e coperto di stracci, Satar Jabar, costretto a posare come un Cristo in croce, la cui foto è diventata il simbolo della vicenda Abu Ghraib.

Durante l'udienza Sabrina Harman ha chiesto scusa: "Come soldato e membro della polizia militare, ho mancato di portare a termine i miei compiti e la missione di difendere e proteggere. Non ho deluso soltanto la gente in Iraq, ma ogni soldato che oggi presta servizio. Le mie azioni potenzialmente hanno provocato un aumento dell'odio e delle sommosse contro gli Stati Uniti, mettendo a repentaglio soldati e civili. Mi assumo la piena responsabilità delle mie azioni... Le decisioni che ho preso erano mie e soltanto mie". La pena prevista poteva arrivare fino a cinque anni di reclusione, ma infine è stata condannata a sei mesi di prigione[1].

Note

  1. ^ Corriere della Sera - Abu Ghraib, condanna lieve per la riservista

Voci correlate

Altri progetti

Altri progetti

  • Wikimedia Commons
  • Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Sabrina Harman
Controllo di autoritàVIAF (EN) 232541836 · ISNI (EN) 0000 0003 6696 3785 · LCCN (EN) no2012034195 · J9U (ENHE) 987007461123005171
  Portale Biografie
  Portale Guerra